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2014/02/06

Antropologia del compratore "on-line" del frullatore Girmi


Avete mai provato a mettere un'inserzione e vendere, che so io, un frullatore che non utilizzate, magari regalato ai tempi antichi del vs. primo matrimonio, e mai neppure scartato?

Se ne sta lì, il buon Girmi, nel suo imballo originale. E così un giorno, riordinando i pensili alti della cucina, ve lo trovate davanti e, superata la prima onda di sana nostalgia, decidete: vendiamolo.

Lo spolverate ben bene, lo disponete su un tavolo, lo illuminate alla meno peggio e gli dedicate un piccolo book fotografico, neanche fosse il figlio neonato di Claudia Schiffer.

A quel punto provate a definire un prezzo (di solito pochi spiccioli poiché la crisi morde e soldini in giro ce ne sono pochi).E, anche se vi resta il retro pensiero che si tratti di un pezzo rarissimo, una serie vintage che la Girmi aveva creato una tantum in occasione di una speciale ricorrenza, fissate il prezzo a 20 squallidi euro, che non valgono neppure il lavoro che ci avete fin lì dedicato.

E l'annuncio parte, nuotando nel mare magnum delle inserzioni on-line, tra vecchie scodelle sbeccate e collezioni mai completate di figurine Panini, tra giornali ingialliti (considerati importanti reperti storici e venduti a 50 centesimi l'uno) e set di spazzole mai utilizzati.  

E finalmente, dopo sei settimane, un tipo risponde al vostro messaggio in bottiglia. E potete star tranquilli che se voi vivete a Palermo lui scriverà da Voghera; se abitate a Livorno il vostro cliente potenziale starà alle isole Tremiti. 

E se siete fortunati vi si chiederà di spedire il vostro pacco e farvelo pagare contrassegno. E vi ritrovate, due mesi dopo, con un frullatore in meno e ben 20 (dico venti) euro in più.

Ma il destino è crudele. Perchè c'è il tipo antropologico che: 

- passa pomeriggi presso le agenzie di viaggio progettando itinerari che MAI e poi MAI compirà (al massimo se ne va a Ostia con la metropolitana, che costa anche meno);

- visita i concessionari di auto, di moto, di caravan e sfoglia, con distaccato interesse, cataloghi su cataloghi, si informa su prezzo, modelli, release, caratteristiche dell'oggetto di potenziale interesse;

- si accultura, su riviste prese in prestito a colleghi d'ufficio, su modelli estremi (top) di amplificatori classe AAA, e riesce a dissertare sul tema (topic) con discreta cognizione di causa, infarcendo il proprio eloquio con una serie di termini tecnici (technicalities).

E quando, esauriti i concessionari, sfogliate le riviste, resosi conto della chiusura per fallimento (o per esasperazione, chissà) di quasi tutte le agenzie di viaggio cittadine, si rivolge al mondo pulsante delle inserzioni on-line.

Ed è lì, in quel preciso momento, che incappa nel vs. Girmi del 1987.

Ed inizia a scrivervi, incessantemente, chiedendovi:
- anno di produzione
- numero seriale
- dimensioni
- peso
- disponibilità del manuale di istruzioni
- se il pezzo è fornito nell'imballo originale
- se il pezzo è funzionante e che garanzia siete in grado di offrire.

Non cadete nella trappola. Non lo fate, per amor di Dio. Perché, dopo duemila email il vostro potenziale acquirente divenuto ormai uno stalker, vi chiederà prima uno sconto sul prezzo, poi che vi accolliate la spedizione, poi che la commissione del pagamento contrassegno sia a Vs. carico (in fondo siete voi che non vi fidate, mica lui).

E poi, alla fine, quando avrete ceduto su tutto, o quasi, vi dirà che ci ha ripensato, che lui il Girmi ce lo ha già, ed anche un modello superiore.

E tutta questa nefasta catena di eventi, di mail, di sms e compagnia varia vi condurrà, dopo aver cancellato l'inserzione, a portare il Vs. vecchio, amato, vezzeggiato, vituperato Girmi, alla discarica dove lo abbandonerete con un cattolico senso di colpa.

E la vita continua, fatevene una ragione...


2011/07/25

Meschino is back



E' stato il vile attentato in Norvegia, ancora una volta, ad aprirci gli occhi su come potrebbe essere il Pianeta senza Meschino.

In effetti il Nostro era a coordinare la sicurezza dei Mondiali in Sud America. Lì non c'è stato problema alcuno. Niente terroristi, niente minacce, niente contestazioni. Tutto, grazie al Meschino, ha girato come un orologio svizzero.

I giocatori dell'Uruguay hanno dunque  potuto sollevare la "Copa de America" in piena sicurezza.

Ma tutto questo ha un costo.

Sull'altro Continente, il Vecchio Continente, il Nostro Continente le forze del male hanno colpito. Prima ad Oslo, poi sull'isola di Utoya, poi a Roma Tiburtina.

Inoltre il default americano incombe.

"Chiamate subito il Meschino" tuonava Barak Obama.
"Chiamate subito il Meschino" tuonava il nostro Maroni.
"Chiamate subito il Meschino" imploravano i Norvegesi.

Nonostante sia già in volo di ritorno ci sentiamo indifesi e fragili come non mai.

Abbiamo dunque iniziato una raccolta di fondi per clonare il Meschino.

Ce ne vuole almeno uno per Continente; sempre in volo su un Airbus, pronto ad intervenire in qualsiasi parte, pronto a  respingere ogni assalto.

Torna presto, Meschino. Altro che Capitan America. Altro che Spiderman. Altro che Superman o quella mezza sega dell'Uomo Invisibile.

Volgiamo l'eroe vero, duro e puro.

Vogliamo te!

P.S. contattate il LobetaBlog per la sottoscrizione. Ad occhio e croce serviranno almeno una ventina di miliardi di euro per ogni esemplare. Altro che buttare soldi nella TAV. Altro che Ponte di Messina.

Vogliamo presto il Ns. Clone del Meschino.

2009/10/06

Il "gran rifiuto" del Meschino

Correva l'anno di grazia 152...

S'era giunti a quella stagione dell'anno in cui le ombre dell'autunno incipiente immalinconiscono gli animi ed il nostro mitico Meschino era lì che si lambiccava attorno al problema del moto perpetuo.

Fino a pochi mesi prima aveva tentato, il Nostro, ma senza successo, di risolvere il problema alchemico della trasformazione dello sterco equino in oro zecchino. I malevoli dicevano che aveva fallito miseramente mentre noi , i suoi sostenitori più entusiasti, sapevamo che il progetto era solo temporaneamente accantonato (anche se temevamo che ormai il puzzo di letame non ci avrebbe più abbandonato).

Tra schizzi, disegni, progetti, calcoli il Nostro era immerso nella ricerca... l'energia eterna. Il moto celeste. La pietra filosofale. E fu proprio nel momento della massima concentrazione che il Meschin Nostro fu interrotto da un messo che gli comunicò la seguente missiva:

"Estimato Caballero, sappiamo dei Vs. importantissimi studi ma vorremmo che Vi occupaste anche di un'umile mansione che, siamo certi, non Vi distrarrà più di tanto dai Vs. impegni. Gradiremmo che dedicaste un po' del Vs. prezioso tempo alla la gestione dei messaggeri, in arrivo ed in partenza dal Ns. grazioso Regno: dai cavalli, alle selle, ai finimenti, le biade, le pergamene, i rotoli etc etc. Sappiamo per certo che l'incarico non è all'altezza del Vs. importante intelletto ma versiamo in un momento in cui, come dire, le casse dello Stato gemono e, per così dire, il piatto piange. Certi di una Vs. pronta e fattiva collaborazione inviamo i Ns. saluti etc etc.... Firmato Le Altezze Reali etc. etc. "

Quando il Meschin Nostro lesse il dispaccio il suo volto impallidì. "Ma come" esclamò furibondo "sono vicino alla mèta ambita, al moto perpetuo, alla pietra filosofale e qui mi si chiede d'occuparmi di una materia tanto vile! Mi rifiuto, mi rifiuto". E prese a dar circoli attorno al tavolo, rovesciando strumenti ed alambicchi senza per questo smettere di tormentarsi il baffetto malandrino.

Il "Gran Rifiuto " del Meschino fece, in poche ore, il giro del Regno. Per pochi che lo criticarono il resto dei sudditi, a furor di popolo, vibrò della sua medesima indignazione. Ma come? Si chiedeva il popolino, uno scienziato di tale livello a trattare la materia vile di cavalli, paglia e messi in partenza... stiamo scherzando???

E fu così che la popolarità del Meschino andò alle stelle, ed anche i bambini, la sera prima di andare a letto, chiedevano al buon Dio di poter diventare, un giorno, intelligenti e valorosi come Lui.

Le Altrezze Reali si videro costrette a relegare il vile lavoro della gestione dei messaggeri a due giovani sguattere alle quali fu dato anche l'incarico di spalare lo stabbio dalle Reali Scuderie.

E così il Meschino potè proseguire indisturbato nei suoi studi alchemici e nell'interrogazione dei tarocchi, attività di cui andava particolarmente fiero e nella quale era indiscutibilmente abile.

Come si dice: il tempo rende sempre giustizia ai giusti. E così sia!

2009/02/03

MeschinoErotikus


"Ho trovato, che idea geniale!!!".


Il sottoscritto e Esteban Entre Nosotros, fedele assistente del Meschino, ci guardiamo con un'espressione di stupore misto a sorpresa. Che sarà successo? Cosa avrà scoperto il Nostro eroe? La medicina per sconfiggere il cancro? La fusione fredda? Un sistema per allontanare asteroidi dalla loro letale traiettoria?


Il Meschino appare euforico. "Ho trovato come andare in quei locali dove si pratica lo scambio di coppia".


Esteban ed io ci guardiamo costernati. Tra l'altro il Meschino è di fresche nozze.


"Sapete che faccio? Non mi presento mica con la mia bella moglie, no, vado là con una strappona rimediata per strada... Che ve ne pare?"


Ci guarda con l'espressione di un cane che ha riportato il bastoncino al suo padrone, attendendosi nulla di meno che un bel biscotto per ricompensa...


"Che ce ne pare? Che finiresti per trombare la strappona che un altro ha portato al posto della moglie..." replica Esteban.


Il Meschino smarrisce il sorriso. Ora è mogio come il corpicino di un cucciolo di foca appena scuoiato.


Se ne torna mesto e sconsolato al laboratorio.


Sarà per la prossima volta. La grande invenzione, lo sento, è solo rimandata. A presto.

2008/10/16

L'AntiMeschino



Lo so, me lo chiedete a gran voce, da settimane...
¿Que le pasa al Meschino?


Non volevo allarmarvi inutilmente di fronte al fatto, innegabile, che il nostro Eroe da tempo vive un po' appartato, al ritiro da ogni mondanità.

Dov'è il giaguaro d'un tempo? Quell'eclettico, colto, slanciato, biondo, atletico, geniale Meschino che era l'anima della festa, il George Clooney di ogni cocktail-party tra scienziati, l'affabulatore, l'istrione...?

Ho riflettuto a lungo e a lungo ho ricercato e vi allargo la seguente conclusione, terribile, nella sua semplicità ed asciuttezza: da qualche mese si è insinuato nella vita del Meschino un oscuro personaggio, piccolo e nero. Una sorta di gobbo di Notre-Dame, di ebreo errante: l' AntiMeschino.

Per facilitarvi le cose: l'AntiMeschino sta al Meschino come la kriptonite sta a Superman. E' potentissimo l'AntiMeschino. Ha una forza magnetica nello sguardo che stronca sul nascere le leggendarie sparate di bombardone del Meschino, quelle diaboliche bordate che lo hanno reso famoso nel Tempo e nello Spazio.

Ne riduce le facoltà mentali, la gioia di vivere. Non esterna più, il Nostro. Non ci racconta più di quando scoprì l'America (era imbarcato come clandestino sulla Pinta, la seconda caravella di Colombo).
Di quando progettò lo sbarco in Normandia.
Di quando definì gli standard dell'HTML.
Per non parlare dei discorsi che scriveva per il presidente Lincoln o la progettazione della bomba atomica (erroneamente attribuita ad Oppenheimer e Fermi).

L'AntiMeschino è stato infiltrato a cura di terribili potenze straniere.
Ci stanno sfiancando il nostro Eroe. Ce lo stanno avvelenando poco a poco.

Ma io ho scoperto il gioco. Preparatevi: ci saranno grosse novità.

E il Meschin nostro risorgerà più forte che pria.

A presto ed imparate la frase in codice, volutamente in romanesco, linguaggio rude ed icastico:

"Nessuno ce stappa Er Cocazza".

Vi sarà richiesta a tempo debito come parola d'ordine.

Memorizzate e... okkio: il nemico ascolta.

2008/05/30

Post-attentato


Nel post del 12 maggio scorso avrete appreso senz'altro del drammatico attentato quasi-mortale del quel il Nostro Eroe è stato vittima.
Distrutto il mezzo che per anni lo ha scorrazzato, per monti e per mari, nel corso di imprese memorabili, sorge ora il problema di rimpiazzarlo.
A questo proposito un comitato di saggi ha elaborato una serie di proposte.
A) Una Meschino-mobile? Si tratterebbe di una sorta di Papa-mobile adattata alle esigenze del Meschino. Scartata perchè troppo lenta.
B) Una Meschino-astronave? Scartata perchè poco adatta al traffico della nostra intasata Metropoli.
C) Una Meschino-bike? Scartata perchè mette troppo a rischio l'incolumità del nostro; inoltre gli ricorderebbe troppo l'amata moto "Ponderosa" ridotta a un ammasso di macerie e rottamata in una strada dell'entroterra napoletano (tanto, rifiuto più rifiuto meno!).
D) Carrozza a cavalli? Scartata per le inevitabili deiezioni prodotte dai ronzini.
E) Monopattino? Infantile e troppo ludico.
F) Carro armato? Scartato, vedi sub B.
La soluzione prescelta è stata quella di commissionare una Meschino-supercar a primaria ditta tedesca di Germania che la progetterà ad hoc per le esigenze del nostro Eroe.
Peccato che anche lavorando giorno e notte essa non sarà pronta prima di qualche mese. Ma varrà tutta l'attesa.
Garantito.
Frattanto il Meschino viaggerà in incognito su mezzi anonimi. Rimorchi per il trasporto di quadrupedi, motocompattatori, betoniere, carri funebri.
La sicurezza del Meschino è la nostra priorità assoluta.
A prestissimo, amici, con le nuove emozionanti avventure del Meschino!

2008/05/12

Attentato al Meschino


Carissimi tutti,


debbo ahimè annunciarvi che il Nostro ha subito un attentato, dal quale è fortunosamente (o forse dovrei dire miracolosamente) uscito quasi del tutto incolume.


Mentre, al solito, dopo una lunghissima giornata dedicata alla difesa dell'Occidente, rincasava a bordo della sua storica moto "La Ponderosa" veniva centrato da non meglio precisata furgonetta targata, a detta di testimoni prontamente accorsi a prestare il primo soccorso, nientepopodimeno che "CD" Corpo Diplomatico.


Dopo aver ruzzolato in terra in Nostro eroe la sopraddetta furgonetta fuggiva per vie traverse lasciando perdere, vilmente, le proprie tracce.


Di nuovo quelle misteriose superpontenze attentano alla vita del nostro più insigne scienziato, della testa più lucida, dell'uomo che ha risolto, nell'ordine, problemi quali: la quadratura del cerchio, il mistero dei famigerati chupacabras, la fusione fredda e ha fornito, senza tema di smentite, le prove certe dell'esistenza di Babbo Natale.


Superpotenze, dicevo, invidiose di questo tesoro nazionale, ma che dico, di questo vero e proprio patrimonio dell'Umanità.


Vi rassicuro tutti, amici. Il Meschino è vivo; si è reso semplicemente irreperibile per motivi di sicurezza. Gli Interni hanno ormai disposto che, d'ora in poi, egli sarà sempre scortato, notte e dì, onde evitare nuovi pericoli.


A parte un piccolo bernoccolo (di nessun effetto) e un'unghia schiacciata per il resto è tutto OK. Il Nostro è già al lavoro. Pronto a nuove sfide.


Ad altiora, amici miei, ad majora, aut Meschinus aut Nullus!

2008/02/23

Codex Meschinii



Come promesso ai miei amati lettori ecco un frammento del prezioso codice C.M.

Molto più che un novello Nostradamus, il Meschino ha realizzato una cabala che metterà in ginocchio la fisica da Poincarè a Galilei.

Mago Merlino sembrerà uno sprovveduto dilettante quando il Codex Meschinii ci verrà finalmente disvelato: le sue formule magiche stanno per scatenarsi.

So per certo che presto che, attraverso una delle sue geniali concatenazioni alchemiche, tutta l'acqua (H2O) della pianeta Terra sarà trasformata in Coca-Cola.

Ed è solo l'inizio. Lunga, lunga vita al Meschino.

2008/02/22

De vacatio Meschinii


Ovvero "Sull'assenza del Meschino".

Chi mi legge sa che il sottoscritto rappresenta, ad oggi, il massimo biografo vivente delle gesta del Meschino. Ciò è cosa che mi fa veramente onore ma costituisce anche un gravoso onere. Mi viene richiesto spesso, e da varie parti, dove sia finito nelle ultime settimane.

La risposta è: si, lo so, ma non posso rivelarlo.

Posso dire, senza infrangere il segreto professionale, che è in missione segreta. E qui mi fermo. Che lavora per noi, per il nostro bene, per mantenere in alto le sorti dell'Occidente intero.
Abbiate fede.

Frattanto vi parlo del Codex Meschinii (C.M.). Di cosa si tratta? Me ne accennò un giorno, nel quale, lo sguardo oltre l'orizzonte di noi miseri umani, mi rivelò di aver creato un codice segreto a prova di qualsiasi decriptazione.

"D'ora in poi" mi disse con fare allusivo e tormentandosi il baffetto malandrino "tutti i miei appunti e le mie note sono al sicuro; scriverò solo utilizzando questo C.M.; e anche se degli agenti segreti di potenze avversarie venissero in possesso dei miei scritti non potrebbero trarne utilità alcuna".

A quel punto mi accennò allo stesso algoritmo che aveva utilizzato per neutralizzare la Microsoft (che in effetti "da allora" non si è più ripresa, e ciò spiegherebbe anche la repentina decisione di Bill Gates di ritirarsi a vita privata).

Ancora una volta, ascoltando quelle dotte parole, mi avvedevo di come una sola zampata del Meschino fosse in grado di produrre danni incalcolabili a qualsiasi concorrente.

E ancora una volta mi rendo conto che cantare le gesta del Meschino è davvero la mia missione su questo pianeta, il senso della mia stessa vita.

In segno di stima il Meschino mi consegnò, perchè lo divulgassi alla posterità, un frammento dei suoi preziosi geroglifici indecrittabili. Lo accolsi con mani tremanti.

Domani su LobetaBlog sarà pubblicato ad imperitura memoria.

Lunga, lunghissima vita al "Coca-Cola". Evviva.

2007/12/17

La formazione del Meschino


Non ho mai compreso i reconditi motivi per i quali il Meschino è inviato, con geometrica regolarità, a frequentare corsi su corsi di formazione professionale.
Dai quali ritorna, regolarmente, con la seguente espressione (che per l'imminenza della Santa Festività del Natale voglio rendere meno 'colorita'):
"Lo sapevo io, che questo corso non serviva a un ca... Tutte caz..."

E giù ad illuminare le nostre misere menti con un gergo che osclla tra il tecnico ed il borgataro (e dunque assai ben inserito nella tradizione orale della nostra amata fabbrica di scatole).

Non c'è materia tecnica che il meschino non domini: dall'HTML alla fotografia, dall'ingegneria aerospaziale ai chip. Le lingue straniere? Sapete come le ha liquidate il Nostro?
"Ma se non mi sono servite fino ad ora vuole dire che non servono".
Inoltre, aggiungerei a mo' di chiosa, ti resta sempre il russo, lingua che pratichi regolarmente tutte le notti oltre alle volte in cui ti accasci nel tiepido torpore del post pranzo.

Eppure i boss della factory box continuano ad investire sulla fervida cultura del Meschino.
Che abbiano intenzione di inzeppargli la testa di nozioni per vedere quando esploderà? Ma io punto decisamente sul Nostro. Chi l'ha dura (la testa) la vince!
Lunga vita al Meschino!

2007/11/21

Il Meschino e l'etica


Una delle caratteristiche del Meschino è quella di trascorrere lunghe giornate con le cuffiette all'orecchio; ciò non gli impedisce, spesso, di impartirci grandi lezioni sul'intero scibile umano (ed oltre).

L'altro giorno discutevamo tra colleghi del fatto che le assicurazioni auto siano così elevate (in certi casi i premi sono il doppio o il triplo di altri paesi europei).

Il cosiddetto "colpo di frusta" è in cima alla cause di rimborsi assicurativi più sostanziosi. Al più piccolo tamponamento subìto l'italiano medio si precipita immediatamente dall'amico ortopedico che diagnostica, col distacco del grande professionista quale è, che si tratta indiscutibilmente di "colpo di frusta". Dal qual cosa deriva la richiesta di cospicuo rimborso.

Poco importa che il trauma sia vero o falso la cosa, all'italiana, si trascina per le lunghe, e alla fine si giunge alla transazione. Ragion per cui le compagnie assicurative, altro esempio di specchiata moralità, aumentano selvaggiamente le loro tariffe, in una logica di cartello che farebbe morire qualsiasi antitrust.

Mentre il nostro ottimo Catricalà, presidente della Commissione contro i Monopòli, dorme sonni tranquilli (forse ha letto male la targa dell'ente che presiede e si è confuso col gioco del Monòpoli) e non si preoccupa minimamente di intervenire sul tema.

(Ma chi te lo fa fà, Catricalì -Catricalà?)

Insomma, concludevamo con amarezza, tra la disonestà dei cittadini, degli amici ortopedici, delle compagnie assicurative e Catricalà che dorme beato noi italiani onesti (e dunque anche un po' coglioncelli) ci becchiamo le tariffe più care d'Europa.

"Io ce l'ho un sistema per fregare l'assicurazione", il Meschino s'è appena destato dal suo torpore pre-pranzo e si è appena riconnesso col mondo (si è perfino degnato di sfilarsi le cuffiette).

"Ho un amico carrozziere e ogni volta che qualche automobilista mi intruppa anche se il danno è piccolissimo vado da lui e mi faccio risistemare mezza macchina. Poi, già che ci sono, mi faccio pure gonfiare un po' la fattura. Tanto ho pure un paio di amici periti assicurativi. E che, l'assicurazione la pago per far contenti loro?".

Si è fatto tardi. E' ora di pranzo ma m'è passata la fame.

n.b. da oggi il logo del chupacabras sostituisce l'ormai obsoleto coniglio appeso, da sempre simbolo delle avventure del Meschino.

2007/07/16

Financial Meschino


Da qualche tempo il blog si occupa di temi molto, forse perfino troppo elevati.

Oggi, visto il calore, ci concediamo una deroga e riprendiamo le fila della biografia del Meschino, da troppo tempo abbandonata, vergognosamente, alla polvere della Storia.
Il Nostro, da qualche settimana, ha trovato un nuovo passatempo:

-dopo le lunghissime dissertazioni sulla fotografia "Tamron OK Canon un cesso"
-attente analisi sul football nostrano
-comizi antiamericani in genere ed antiBush in particolare
-comizi antiMicrosoft "Bill Gates è uno stronzo e Vista fa cagare"
-infinite giocate al Tetris
-logorroici resoconti di vacanze esotiche
-tesi di laurea ormai pronta (dall'ottobre 2002) per la discussione finale
-recensioni di prodotti non ancora in commercio "dato l'altissimo contenuto tecnologico"
-consigli per difendersi dallo spamming "vera piaga del nostro tempo"

la fertile fantasia dell'Eroe è assorbita dalla Borsa, da fluttuazioni, da valute che salgono e scendono, futures, call & put e soprattutto dall'analisi di lungo periodo del dollaro americano.
Ci narra, dunque, il Nostro eroe, di spericolate operazioni sulle valute che gli stanno dando 'notevoli soddisfazioni'. Incredibile, penso tra me e me, avevamo in casa un analista di siffatto calibro E NON LO SAPEVAMO.

Approfitto, dunque, per fornire ai miei affezionati lettori, le ultime 'dritte' con preghiera di farne buon uso:

-non vi fidate affatto dei futures cinesi "una vera bufala"
-lo yen è palesemente sottovalutato
-occhio alla Borsa di Manila
-niente da dire sul debito pubblico argentino


Ancora una volata resto annichilito dalla capacità dl Meschino di acquisire
skill
know-how
expertise
che testimoniano, una volta di più, che cavallo di razza pascola, per così dire, i nostri verdi prati aziendali.

Adesso vi lascio; con le orecchie appizzate cerco di captare frammenti di conversazione utili ad arricchirmi in breve tempo. L'unica cosa che mi sfugge è come possa dare, con la consueta sicurezza del maschio che non deve chiedere mai, ordini di vendita e di acquisto dal telefono visto che il cavetto dell'apparecchio si è staccato e penzola, come me, sconsolato, in questo caldo, infinito, appiccicoso luglio romano.

2007/03/29

Il ruggito del topo


Corona, il noto fotografo artista, entra un giorno nella sede della Ns. gloriosa ditta. "E che ci è andato a fare?" vi chiederete, o miei impagabili lettori. La spiegazione è semplice.

Essendo uno che passa tutto il tempo a fare foto osè ai VIP e a spedirne le copie agli interessati con fini piuttosto sordidi, spesso dimentica perfino le funzioni fisiologiche più elementari. Corri di qua, corri di là si ritrova una vescica gonfia e cerca il primo luogo idoneo per liberarsi. Sta di fatto che, accampando una scusa qualsiasi, riesce a penetrare il Ns. glorioso portone e si infila, affrettandosi, nella prima toilette che incontra.

Non ci crederete ma, girata la maniglia, trova il Meschino che si sta trastullando davanti alla foto di un bell'esemplare di mammifera in piena età riproduttiva. E tale è la passione, tale è l'impeto, che il nostro eroe ha tralasciato l'elementare regola di chiudere la porta a chiave.

Beh, per uno come Corona, istinto da cacciatore e riflessi di ghepardo è un attimo estrarre la sua piccola digitale ed immortalare il Ns. eroe diciamo così, la ‘colonna Vendôme’ tra le mani. E poi fugge via. Con la vescica ancora piena ma soddisfatto per il colpaccio appena messo a segno.

Tempo una settimana il Meschino si vede arrivare, puntuale come la scadenza di una cambiale, la foto incriminata. La richiesta 'per tacere' è di 50 euro, tutto sommato accettabile e commisurata alla lieve entità del fallo.

Ma Corona non sa ancora, povero lui, con chi ha che fare. "50 euro? Sei pazzo, per me la puoi anche pubblicare" lo aggredisce il Meschino chiamandolo (a spese della Ns. ditta, si intende) sul telefono satellitare del fotografo.

Corona adesso è in crisi. Per la prima volta la sua trappola, oliata e precisa come un orologio a cucù, non ha funzionato. Tutti TUTTI cedono al ricatto. Non ci crederete, amatissimi lettori, ma il declino umano e professionale di Corona inizia da qui: di fronte al ruggito del ns. piccolo topo aziendale.

Da quel momento il Corona è nervoso, inquieto, insicuro e presto dismette le più elementari cautele, cadendo subito nella rete dei controlli incrociati polizieschi-carabiniereschi che da tempo lo stavano osservando nei suoi loschi ricatti.

Insomma tutto l' affaire Corona è frutto, per l'ennesima volta, del volo ardito della ns. più eroica quaglia aziendale. E dunque ripensando all'eroico gesto del Ns. collega Meschino consetitemi di prendere in prestito le parole di Antonio nell'epitaffio a Bruto "Questo, questo fu un uomo" (Giulio Cesare, Atto V, scena V).

E non so se mi spiego.

2007/03/08

Cronache dal Meschino


Come sapete negli ultimi mesi il Nostro ci ha lasciato privi di quei famosi outing che lo hanno reso una vera leggenda vivente. Ma gli exploit degli ultimi giorni ci hanno ricompensati ampiamente dell'attesa.

I temi oggetto delle ultime esternazioni hanno spaziato l'intero scibile umano e chi vi
scrive ha faticato a riportare la pletora di concetti trascinati da un fiume in piena.

I punti salienti hanno riguardato:

A) la fotografia; il Nostro ha stroncato le digitali Canon (e specificamente il modello 350D) 'leggere, non pesano niente, macchine per Barbie' mentre ha elogiato, al contrario, una specifica marca di zoom sbilanciandosi con 'io uso solo i Tamron che sono ottimi e di costi contenuti'.
A chi gli chiedeva quando avesse utilizzato la Canon incriminata rispondeva di 'averla presa in mano una volta da un negoziante'. Alla domanda 'quanti zoom Tamron possiedi in questo momento il Nostro si eclissava...

B)... per riemergere pochi giorni dopo affrontando un altro tema scottante, la mobilità nei trasporti. Se la prendeva con un nosto collega che, viaggiando su uno scooter, si era permesso di lamentare i notevoli costi di manutenzione. 'Ma perchè non ti fai la moto, no?' esordiva il Nostro, e giù ad elogiare la netta superiorità del cavallo d'acciaio rispetto agli scooter. Alla mite domanda del sottoscritto 'Ma tu ci sei mai salito su una moto? Sei in grado di guidare utilizzando il cambio a pedale? Conosci lo stress del condurre un mezzo del genere nel caotico traffico romano? Conosci i costi della manutenzione, decisamente più alti che per gli scooter' il Nostro guadagnava, mugugnando l'uscita ma...


C) ... come un'Araba Fenice risorgeva intervenendo in una discussione sulla nostra capacità di risparmio. Gli si faceva osservare che, vivendo ancora a casa dei genitori (il Nostro ha abbondantemente superato la trentina e anche la quarantina) era forse l'unico in grado di mettere, come suol dirsi dalle mie parti, un po' di paglia in fienile. Ma anche qui il Nostro replicava da vero mattatore, affermando di accollarsi, da anni e anni, tutte le bollette domestiche per contribuire al menage familiare nonchè, aggiungeva, i costi della colf. Chiamato dal sottoscritto a quantificare questi ultimi il Nostro determinava in '50 euro a botta' l'importo. Dunque non è molto, gli facevamo osservare, trattandosi di circa 200 euro mensili. 'Ma no', scattava il Nostro 'sono 50 euro tre volte a settimana'.
'600 euro?' chiedevamo increduli. E lui, leggermente alterato, ci comunicava che il costo comprendeva anche la manutenzione del parco, un area di circa 8000 mq.

appendice

Abbiamo candidato la residenza del Meschino, i suoi alani, i cavalli, i domestici in livrea e l'immenso parco per la prossime caccie alla volpe, presenti, speriamo, anche il principe Carlo e la graziosa consorte Camilla.

2006/12/06

Il comizio antiUSA del Meschino



Accadde, era appena scoppiata la 2a guerra in Iraq, che il Meschino si recò a pranzo con un gruppo di colleghi di lavoro. Non so chi provocò le ire antiamericane del Meschino ma fatto sta che il Nostro attaccò, di punto in bianco, una sorta di comizio che ebbe, tra le affermazioni più salienti, le seguenti perle di saggezza:

- che Bush era un imperialista, guerrafondaio, un tiranno bastardo e figlio di p.. (omissis)
- che gli americani in genere sono un popolo di degenerati e di teste di c… (omissis)
- che gli americani ci hanno imposto uno stile di vita, i loro fottuti film, i loro maccchinoni inutili, i loro hamburger puzzolenti, le loro bibite gassate, etc. etc. etc.

Mentre il Nostro proseguiva le sue invettive antiUSA arrivò il cameriere che lestamente raccolse le ordinazioni. Rammento che il Meschino ordinò, che il Signore l’abbia in gloria, dei ravioli ricotta e spinaci e degli spiedini di carne.

“E da bere?”

“Da bere prendo una Cocacola”

Un silenzio calò sulla tavola. E, trascorso qualche istante di stupore, uno dei colleghi gli fece osservare che, dopo quella tirata, si aspettava una bibita un po’ meno imperialista e “made in USA”.

“Mah, si, cioè, io sai, la Cocacola, sai, io senza la Cocacola la carne non la digerisco, dopo tanti anni la Cocacola, vedete io la Cocacola, no perché senza Cocacola io non resisto…”.

Cominciammo a ridere mentre lui si chiudeva in un silenzio sdegnato.

E da allora, oltre che “il Meschino” fu anche noto con nome di “er Cocalcola”.

2006/11/28

il colloquio di lavoro del Meschino


Il Meschino fu preceduto dalla sua stessa fama.

Arrivò per primo il suo C.V. (curriculum vitae et studiorum) e fece decisamente scalpore. Da noi sarebbe arrivato non tecnico esperto. No. Da noi sarebbe giunto vero luminare della scienza, la cui preparazione spaziava dai princìpi fondatori dell'informatica alle applicazioni più innovative, reti neuronali, sistemi esperti, criptazione e decriptazione dati, tecnologie spaziali etc. etc. etc.
Del resto il C.V. del Meschino parlava di NASA, di programmi internazionali di altissimo livello, di team di assoluta eccellenza.

Nonostante la sua candidatura fosse pesantemente appoggiata da S.E. il card XYZ, dall'onorevole KKK, dal deputato ZZZ nonchè dal portiere delle stabile il Ns. capo pensò che, per dare almeno una parvenza di formalità al colloquio di assunzione, sarebbe stato opportuno farlo esaminare dal collega anziano più preparato, lo stimato Juan Ajedrez.

Il quale collega Ajedrez fissò con timore reverenziale le 23 (ventitre) cartelle del CV. Durante l'intervista fece, cautamente, qualche domanda. Ma il Meschino, per tutto il tempo, non spiccicò verbo. Si limitò a lisciarsi il pizzetto, gli occhi socchiusi a dimostrare, quasi, che la sua mente era impegnata molto al di là - e al di sopra- della banalità contingente.

Fu così che il Meschino venne al nostro mondo. Fu subito inserito a gestire un programma, ma lo facemmo con la coscienza inquieta di chi chiede ad Einstein di spuntare la lista delle fatture.

Dopo neanche 15 giorni cominciammo a ricevere lamentele. "Il Vs. luminare non capisce una sega" oppure "Ma chi c... chi avete mandato?" oppure "Rivogliamo Filabozzi a seguirci. Col Nuovo non si conclude una fava...".

L'atteggiamento del Meschino fu del tipo definito "a pendolo": passò da un tono di distaccato disprezzo a una palese ostità. Contestò alle accuse affermando che la sua altissima preparazione scientifica gli impediva di lavorare su una materia tanto vile.
"Chi è abituato alle stelle non lavora nelle stalle" sentenziò.

Si rinchiuse nel gioco solipsistico del Solitario (Windows). Da allora sta ancora giocando. Beato lui.

2006/06/15

Latitanza del Meschino


Da tempo non ci occupiamo del Meschino. Lo so. Ed mi sento, in parte, colpevole. Temo che abbia mangiato la foglia, avvisato da vili delatori. Il Nostro vive, ormai, in allerta continuo.

Come suo solito il Meschino ha reagito da par suo. Non si è eretto virilmente a difesa del proprio operato, fiero, maschio, orgoglioso.

No, egli si è rifugiato in una paludosa zona d'ombra. Non esterna più. Non lascia neppure trapelare. Non si sbilancia più, perlomeno davanti a testimoni in nervosa attesa dell'ultima sparata.

Quelle cose che lo hanno reso grande tipo: "Stasera esco presto perchè debbo andare a tracciare le rotte per i prossimi sorvoli in Iraq dei caccia RAF".

Il bombardone tace. Il trombone è ormai impolverato. Abbiamo, in qualche modo, ucciso la gallina dalle uova d'oro.

Ma non escluderei, da suo massimo biografo, il risorgere dell’Araba Fenice.

Ti attendo al varco. Implacabile.

2006/05/02

Meschino on the air


bibliografia: la comprensione di questo post è subordinata all'indispensabile lettura del precedenti post (e relativi commenti) sul Meschino e inoltre di due post (e relativi commenti) dedicati al Piccolo Scrivano su www.rumenta.it.

"A quei tempi lavoravo per una società con clienti di altissimo livello" ci intrattiene il Nostro. "Un nome solo: la NATO; operavamo su macchine normalissime... il problema era il loro contenuto... cose da far tremare i polsi" continua tormentandosi il pizzetto, gli occhi socchiusi come a ricordare bei tempi ormai lontani.

"...ma la cosa più fantastica è stata quanto abbiamo dovuto spostare questi PC; ci aspettavamo che ci venissero a prenderli con un furgone blindato per il trasporto alla sede definitiva; e invece ci chiamano i Carabinieri e ci dicono che in ogni PC dobbiamo inserire un cellulare acceso... non dovete preoccuparvi di nulla: grazie al vostro telefonino vi seguiremo da satellite!"

2006/04/14

Raid a Lampedusa



bibliografia: la comprensione di questo post è subordinata all'indispensabile
lettura del post (e relativi commenti) del 17 marzo scorso sul Meschino e inoltre di due post (e relativi commenti) dedicati
al Piccolo Scrivano su
www.rumenta.it.

dunque:

Il Nostro ci narra, un giorno, della sua vacanza a Lampedusa, isola "bella, bellissima, ma cara arrabbiata... una settimana lì, sotto Ferragosto, mi è costata - fra me e mia moglie, pensione, pasti, bevande escluse e volo aereo- come un mese a Parigi ".

"Ma la cosa più sconvolgente è stata l'affitto di una Panda per girare un po' l'isola... comunque gli l'ho fatta pagare cara anch'io" aggiunge con l'aria soddisfatta di chi si è appena finito di fare -e con successo- una sega.

Sfiorandosi il pizzetto con una mano, in un sorriso tra l'enigmatico e il complice aggiunge, dopo una pausa degna di un grande interprete shakespeariano "...gli ho fregato il crik della loro fottuta Panda".

Il mio collega ed io lo guardiamo con stupore "Il crik della Panda? E che ci fai? Non hai una Fiesta, qui a Roma? Che ci hai fatto, l'hai buttato via?"

"No, no" risponde trinfalmente. "Me lo sono portato a Roma!"

"Cioè ci stai dicendo che te lo sei messo nella valigia e l'hai caricato sull'aereo???"

"No, no! Bagaglio a mano!"

Mi attendo una vosra interpretazione analitica e psicoanalitica dei fatti
narrati
.

2006/03/17

¡¡¡ que suerte !!!


Nella mia vita ho avuto svariate fortune ma in questo momento di introspezione psicologica mi accorgo che la sorte (o fato, o destino) sono stati particolarmente benevoli nel mettere al mio fianco una tra le più emerite teste di minchia che la società abbia mai partorito.
Mi riferisco a un collega d'ufficio che può vantare, su di sè, le seguenti caratteristiche:
- qualunquista
- menefreghista
- vigliacco
- ignorante (nel senso di scarsa cultura)
- ignorante (nel senso di un comportamento particolarmente cafone)
- intrallazzone (nel senso di traffichino)
- millantatore (di titoli di studio, esperienze professionali, macchine fotografiche ed altro bric-a-brac tecnologico, frequentazioni importanti, auto di lusso, viaggi esotici con connesse esperienze avventurose, competenze tecniche, linguistiche...)
- ...

Ora vi chiederete dov'è tutta questa fortuna? E' presto detto: essendo le succitate spiacevoli caratteristiche tutte concentrate su un medesimo individuo --di seguito definito il "Meschino"-- non posso non avvedermi che una certa concentrazione delle stesse è presente anche in me (orrore!!!).

Ma allora l'obbligata frequentazione del "Meschino"si trasforma, magicamente, in un forte stimolo a migliorare me stesso.

P.S. ... ciò non toglie che se il "Meschino" finisse schiacciato da un camion un po' mi dispiacerebbe (ma un sentimento analogo lo provo ogni volta che vedo un cane morto a lato della strada).