2009/10/06

Il "gran rifiuto" del Meschino

Correva l'anno di grazia 152...

S'era giunti a quella stagione dell'anno in cui le ombre dell'autunno incipiente immalinconiscono gli animi ed il nostro mitico Meschino era lì che si lambiccava attorno al problema del moto perpetuo.

Fino a pochi mesi prima aveva tentato, il Nostro, ma senza successo, di risolvere il problema alchemico della trasformazione dello sterco equino in oro zecchino. I malevoli dicevano che aveva fallito miseramente mentre noi , i suoi sostenitori più entusiasti, sapevamo che il progetto era solo temporaneamente accantonato (anche se temevamo che ormai il puzzo di letame non ci avrebbe più abbandonato).

Tra schizzi, disegni, progetti, calcoli il Nostro era immerso nella ricerca... l'energia eterna. Il moto celeste. La pietra filosofale. E fu proprio nel momento della massima concentrazione che il Meschin Nostro fu interrotto da un messo che gli comunicò la seguente missiva:

"Estimato Caballero, sappiamo dei Vs. importantissimi studi ma vorremmo che Vi occupaste anche di un'umile mansione che, siamo certi, non Vi distrarrà più di tanto dai Vs. impegni. Gradiremmo che dedicaste un po' del Vs. prezioso tempo alla la gestione dei messaggeri, in arrivo ed in partenza dal Ns. grazioso Regno: dai cavalli, alle selle, ai finimenti, le biade, le pergamene, i rotoli etc etc. Sappiamo per certo che l'incarico non è all'altezza del Vs. importante intelletto ma versiamo in un momento in cui, come dire, le casse dello Stato gemono e, per così dire, il piatto piange. Certi di una Vs. pronta e fattiva collaborazione inviamo i Ns. saluti etc etc.... Firmato Le Altezze Reali etc. etc. "

Quando il Meschin Nostro lesse il dispaccio il suo volto impallidì. "Ma come" esclamò furibondo "sono vicino alla mèta ambita, al moto perpetuo, alla pietra filosofale e qui mi si chiede d'occuparmi di una materia tanto vile! Mi rifiuto, mi rifiuto". E prese a dar circoli attorno al tavolo, rovesciando strumenti ed alambicchi senza per questo smettere di tormentarsi il baffetto malandrino.

Il "Gran Rifiuto " del Meschino fece, in poche ore, il giro del Regno. Per pochi che lo criticarono il resto dei sudditi, a furor di popolo, vibrò della sua medesima indignazione. Ma come? Si chiedeva il popolino, uno scienziato di tale livello a trattare la materia vile di cavalli, paglia e messi in partenza... stiamo scherzando???

E fu così che la popolarità del Meschino andò alle stelle, ed anche i bambini, la sera prima di andare a letto, chiedevano al buon Dio di poter diventare, un giorno, intelligenti e valorosi come Lui.

Le Altrezze Reali si videro costrette a relegare il vile lavoro della gestione dei messaggeri a due giovani sguattere alle quali fu dato anche l'incarico di spalare lo stabbio dalle Reali Scuderie.

E così il Meschino potè proseguire indisturbato nei suoi studi alchemici e nell'interrogazione dei tarocchi, attività di cui andava particolarmente fiero e nella quale era indiscutibilmente abile.

Come si dice: il tempo rende sempre giustizia ai giusti. E così sia!

1 commento:

Rumenta ha detto...

Caro Gesù, anch'io vorrei diventare come il Meschino, ma forse sono fuori tempo massimo....