2017/09/21

Juan Ramón Jiménez, El Viaje Definitivo





Y yo me iré. Y se quedarán los pájaros
cantando.
Y se quedará mi huerto con su verde árbol,
y con su pozo blanco.

Todas las tardes el cielo será azul y plácido,
y tocarán, como esta tarde están tocando,
las campanas del campanario.

Se morirán aquellos que me amaron
y el pueblo se hará nuevo cada año;
y lejos del bullicio distinto, sordo, raro
del domingo cerrado,
del coche de las cinco, de las siestas del baño,
en el rincón secreto de mi huerto florido y encalado,
mi espíritu de hoy errará, nostáljico...

Y yo me iré, y seré otro, sin hogar, sin árbol
verde, sin pozo blanco,
sin cielo azul y plácido...
Y se quedarán los pájaros cantando.

Juan Ramón Jiménez

2017/09/14

J.P. Donleavy (1926-2017)






“Electronic books are a bad thing because they cannot be accumulated on shelves to remind you of your past, to impress your neighbors and colleagues, and to help prevent divorces thanks to the sheer bother of arguing over who owns what.” 



― J.P. Donleavy

2017/08/15

2017 08 15 Marco Lorenzo Faustini compositore al pianoforte...





OK, lo so. Quel signore è Paul Gaguin e quella tastiera non è affatto un pianoforte bensì un armonium.

Ma in questo luogo un po' fuori del tempo dove mi trovo tutto potrebbe essere.

Metteteci un po' di immaginazione e capirete.

Un felice Ferragosto a tutti voi, m.

2017/08/11

Alessandra Sulpasso Standards Trio al “Bar dell’Angolo” sabato 12 agosto alle ore 22:00











Il fascino del jazz nel centro storico di Manduria
“Alessandra Sulpasso Standards Trio” al “Bar dell’Angolo” sabato 12 agosto alle ore 22:00
Un tuffo negli standard jazz, sabato 12 agosto alle ore 22:00, al caratteristico Bar dell’Angolo di Carmelo Massafra (via degli Imperiali, 14 – Manduria), situato nel centro storico manduriano. Alessandra Sulpasso Standards Trio, formazione costituita da Alessandra Sulpasso (voce), Eddy Olivieri (piano) e Francesco Mariella (contrabbasso), proporrà un repertorio improntato su alcuni fra i brani originali più significavi autografati da svariati e leggendari jazzisti. Alessandra Sulpasso è una cantante versatile, dalla vocalità intensa e raffinata, assai espressiva specialmente nelle ballad, con una spiccata attitudine per il latin jazz. Nel corso della sua attività concertistica ha condiviso il palco con numerosi musicisti di statura nazionale e mondiale, tra i quali: Dennis Chambers, Deborah J. Carter, Aaron Spears, Kim Plainfield, Phil Maturano, Luca Alemanno, Eddy Palermo, Massimo Moriconi, Maurizio Dei Lazzaretti, Fabio Zeppetella, Maurizio Rolli, Giuseppe Bassi, Ettore Carucci, Gaetano Partipilo. Profondo conoscitore della tradizione jazzistica, Olivieri è un pianista molto sensibile, dal tocco vellutato. Nell’arco della sua lunga carriera ha avuto l’opportunità di collaborare con diversi jazzisti di fama internazionale, tra cui: Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Jim Porto, Toquinho, Elsa Soares, Billy Higgins, Alfredo Paixao, Earl Palmer, Frank Wilson. Francesco Mariella è un contrabbassista di notevole esperienza, sopraffino, dall’innato senso melodico. Nel suo ricco palmares annovera collaborazioni di prestigio al fianco di musicisti noti in tutto il mondo, come: Steve Grossman, Tony Scott, Eddie Henderson, Eliot Zigmund, Jack Walrath, Mark Sherman, Fred Hanke, Andrea Pozza, Fabio Morgera, Massimo Faraò, solo per citarne alcuni. Il live firmato Alessandra Sulpasso Standards Trio consentirà a tutti gli avventori, jazzofili e non, di trascorrere una serata estremamente piacevole, in compagnia di ottima musica.




2017/08/04

Cortale_XIV edizione di Jazz&Vento







Tutto pronto a Cortale, nel Catanzarese, per la XIV edizione di Jazz&Vento, sotto la direzione artistica di Franco Suppa che alle 18.30 di domenica 6, ripeterà il rito propiziatorio per aggraziarsi i favori di Eolo durante le due serate di altissimo livello, con un suadente canto lirico in località pellegrini\venuti.  Quindi il festival entrerà nel vivo nella cornice di Piazza Cefaly, che alle ore 22, con ingresso gratuito, ritroverà i Doctor 3, formazione di grandi referenze composta da Danilo Rea (piano), Enzo Pietropaoli (contrabbasso) e Fabrizio Sferra (batteria), che si sono nuovamente uniti per riprendere insieme il viaggio interrotto tempo addietro, con nuove idee e rinnovato entusiasmo, unendo il patrimonio di crescita individuale del tempo trascorso in lontananza. Un modo di proporre jazz, quello dei Doctor 3, che esula da qualunque altro esempio in Italia, ma anche all’estero, la libertà creativa e la forte empatia che lega i tre musicisti li mette alla guida di un viaggio che si muove in maniera passionale seppur ordinata, in cui lo spettatore si sente continuamente coinvolto ma allo stesso tempo meravigliato, per l’ardimentosa scelta del repertorio, che spazia dal cantautorato italiano alla musica pop, tornando al prediletto jazz con incursioni nella classica, mescolandosi con le sonorità e ritmiche proprie dell’istinto dei tre musicisti, che vantano una carriera di livello assoluto e che proprio quest’anno tocca il ventennale di fertile, se pur discontinua attività. Lunedi 7 invece salirà sul palco il quartetto accreditato a Kenny Garrett, un formidabile altosassofonista che fra i suoi molti meriti ha quello di essere stato l’ultimo ad accompagnare in questo ruolo il divino Miles Davis. Nato 56 anni fa a Detroit, Garrett ha alle spalle più di trent’anni di carriera, decollata quando nel 1978, si è unito all’orchestra di Duke Ellington guidata dal figlio Mercer. Un passaggio decisivo per la formazione del musicista, come dimostrano le collaborazioni successive con Mel Lewis, Art Blakey, Freddie Hubbard, Woody Shaw, Marcus Miller, Herbie Hancock, Ron Carter, Chick Corea e Pat Metheny fra molti altri, senza ovviamente dimenticare il percorso dorato con Miles Davis. Ancora giovanissimo, Garrett si è anche imposto come leader: il suo primo disco da solista è del 1984, seguito da altre fortunate pubblicazioni per la Atlantic e la Warner. Negli ultimi anni le formazioni da lui guidate, pur nella varietà delle impostazioni dettate dal leader, sono state accomunate da una carica strabiliante di energia, con la quale il sassofonista è capace di coinvolgere il pubblico come pochissimi altri. In questa edizione di Jazz & Vento sarà commemorato Jaco Pastorius, l’indimenticabile fuoriclasse del basso elettrico, con una pregevole scultura in legno posizionata sul palco ad opera di Carlo Marinaro. Il festival è motivo d'orgoglio per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Scalfaro e per l'assessorato alla Cultura retto da Simona Papaleo

Legittima la soddisfazione di Simona Papaleo, assessore alla Cultura del Comune di Cortale: “Un edizione sfavillante, nel segno della continuità e della qualità avallate dalla nostra amministrazione guidata dal Sindaco Francesco Scalfaro.” A lei fa eco il trombettista Franco Suppa, uno dei decani del jazz calabrese: “Dedicheremo questa edizione alla memoria di Jaco Pastorius, uno dei miei riferimenti assoluti, ci sarà anche una sorpresa che ha coinvolto un altro artista calabrese, presto forniremo maggiori dettagli.”


Mi dice la mia casa: “non abbandonarmi, il tuo passato è qui.”. Mi dice la mia strada: “vieni seguimi, io sono il tuo futuro.”.E io dico alla mia strada, e alla mia casa: “non ho un passato, non ho futuro. Se resto qui, c’è un andare nel mio restare, se vado là c’è un restare nel mio andare." Solo l’Amore e la Morte cambiano ogni cosa. (KG)

2017/07/24

CONCERTO DEL DUO FRESU - DI BONAVENTURA SUL CRATERE DEL VESUVIO IL 6 AGOSTO

VESUVIO IN MAGGIORE: CONFERMATO IL CONCERTO DEL DUO FRESU - DI BONAVENTURA SUL CRATERE DEL VESUVIO IL 6 AGOSTO. DA MARTEDÌ 25 LUGLIO AL VIA LA PREVENDITA.

Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura presenteranno un progetto inedito e speciale, dal titolo “Vesuvio in Maggiore”, sulla vetta del vulcano più famoso al mondo, nell’ambito del festival Pomigliano Jazz in Campania. Domenica 6 agosto, a quota 1200 metri sull’orlo del cratere del gran cono, il trombettista sardo e il compositore e bandoneonista marchigiano daranno vita a una performance unica, con un programma musicale concepito per il luogo che ospita l’esibizione. Il live acustico al tramonto sul cratere del Vesuvio, è un’esperienza dall’impatto emozionale forte, quasi irripetibile, sia per la magia della musica che per la straordinaria suggestività del posto.
Dopo i concerti di Richard Galliano e Marco Zurzulo (2014), del trio Maria Pia De Vito, Enrico Rava, Roberto Taufic (2015) e di Enzo Avitabile con Ashraf Sharif Khan, Gianluigi Di Fenza e il compianto Rino Zurzolo (2016), toccherà al duo Fresu - Di Bonaventura trasformare in musica le emozioni contrastanti evocate dal vulcano.

Il concerto sul Cratere del Vesuvio in questi quattro anni è stato un simbolo importante per il nostro festival e ha rappresentato un momento straordinario di promozione del territorio e del Parco del Vesuvio. Quest’anno, dopo i dolorosi fatti degli ultimi giorni, assume un significato ancora più evidente e urgente, che va oltre l’aspetto puramente spettacolare. È importante rinnovare quest’appuntamento non solo per il suo valore artistico e culturale, ma soprattutto come impegno civile e sostegno del Parco Nazionale del Vesuvio, sottolinea il direttore artistico di Pomigliano Jazz, Onofrio Piccolo.

Nei momenti bui della nostra storia, la musica spesso ha saputo, più di ogni altro mezzo di espressione umana, trasformare lo sgomento e la rabbia in messaggi di speranza e riscatto collettivo. Dopo la barbara aggressione che ha subito il nostro Parco in queste settimane, è importante che il 6 agosto dal Vesuvio si alzi con forza la voce di chi ama questa terra. Il fuoco ci ha ferito, ma non smetteremo mai di credere che la cultura, l'arte, la musica e la bellezza di un patrimonio naturalistico e di biodiversità che non ha eguali, siano quanto di più prezioso abbiamo, dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo.

Per il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomoil festival Pomigliano Jazz, che già negli anni scorsi ha contribuito alla valorizzazione dell’area vesuviana, con il suo prestigio rappresenta una prima occasione di rinascita culturale dei territori devastati dagli incendi ed un motivo di speranza valido, se accompagnato da un forte impegno generale.

Per Patrizia Spigno, fiduciaria della Condotta Slow Food Vesuvio, altro partner del festival, l’agricoltura vesuviana, caratterizzata quasi prevalentemente da piccole aziende familiari e da prodotti tradizionali di elevata qualità, ha assistito con enorme preoccupazione e dolore agli incendi che si sono susseguiti in questo periodo. Gli agricoltori vesuviani, però, non sono stati solo spettatori dell'enorme disastro ambientale che si è consumato, ma attori attivi collaborando con la protezione civile, le guardie forestali e i vigili del fuoco allo spegnimento dei  diversi  incendi.

I biglietti per assistere al concerto-evento che chiuderà la XXII edizione del festival Pomigliano Jazz in Campania (27 luglio – 6 agosto), si potranno acquistare da martedì 25 luglio, al costo di 25 euro più diritti di prevendita,  sul circuito TicketOnLine – Azzurro Service (tel. 081 5934001) e nei principali punti vendita della regione. L’inizio del concerto è previsto alle ore 18, ma gli spettatori dovranno arrivare entro le 16.30 al piazzale quota 1.000 di Ercolano.

INFO PER GLI SPETTATORI: Per ragioni logistiche, oltre le ore 17 non sarà possibile unirsi al gruppo per raggiungere il luogo del concerto. Si chiede pertanto massima puntualità. Dal piazzale quota 1.000, dove sono situati punti ristoro e toilette, si risale a piedi il Gran Cono con le guide vulcanologiche, lungo una serie di tornanti panoramici che conducono fino all’orlo del cratere. L’escursione in salita è di media difficoltà e dura circa trenta minuti. Al concerto si assiste seduti a terra, con l’ausilio di cuscini. Al termine del concerto si ritorna al piazzale accompagnati delle guide. Equipaggiamento consigliato: indumenti comodi, scarpe sportive o da trekking, cappellino, felpa o k-way.

PER ULTERIORI INFORMAIONI SUL FESTIVAL E SUL CONCERTO:
tel. 081 8032810 – 331 3581151 -  www.pomiglianojazz.com



2017/07/14

La rivoluzione delle bottigliette di vetro



Non so esattamente da quando, ma ad un certo punto della storia sorse l’abitudine di depositare bottigliette di birra ovunque capitasse.

Era un gesto rivoluzionario che noi, vecchi parrucconi del tempo che fu, non comprendevamo. Non riuscivamo ad accettarne la portata innovativa e rimuovevamo freudianamente la realtà fattuale del “prima” e del “dopo”.

Appoggiare la Peroni su una panchina era un atto eroico. Lasciarla sul marciapiede, sulla pensilina della metro, sull’autobus deserto dell’ultima corsa notturna… c’era chi si era specializzato a deporla con perizia dietro le ruote delle automobili parcheggiate. Con bravura si faceva in modo che l’ignaro conducente iniziasse la giornata con un bel botto di vetri infranti e, in certi casi, con un copertone squarciato.

I giovani, foruncolosi e spermatici, si vantavano delle loro imprese, e con loro viaggiavano a ruota stuoli di ragazze che non volevano esser da meno… del resto anche quella era una rivoluzione per l’autentica parità dei sessi.

Però come tutte le rivoluzioni il fenomeno finì per istituzionalizzarsi, divenire prassi comune. A San Lorenzo come a Garbatella, a via del Corso come a Tor Marancia fiorivano aiuole di Heineken e di Ceres che si riflettevano sotto il sole creando un gradevole effetto multicolore.

Le campane del vetro rappresentavano, con la loro ingombrante presenza, un totem del passato e le donne e gli uomini che sottostavano al rito di nutrirle di bottiglioni e barattoli di marmellata  appiccicaticci erano i dinosauri di un universo destinato a sparire, a spegnersi in un pianissimo.

Ma la rivoluzione, autentico genio delle metamorfosi, incalzava, assumendo nuove sfumature e  contorni. Alla moda ormai consolidata ed anche un po' passata delle bottigliette seguì presto quella dei sacchi della spazzatura. Abbandonati nei luoghi più impensati essi erano soggetti ad una rapida metamorfosi. I gabbiani banchettavano con starnazzante euforia, felici di quell’inaspettato dono di bucce di banana, carcasse di pollo alla diavola, frutta marcia, avanzi di paella staccati a forza da pentole d’acciaio che avevano conosciuto passati splendori.

Così la Città Eterna rinnovava la propria livrea con strati su strati di bottigliette e spazzatura. Ci si imbatteva in sacchetti del McDonald affidati alla corrente del fiume (o del traffico di Ponte Milvio). Trans e donnine varie ci facevano dono dei loro preservativi usati e di flaconi di lubrificante.

Più complicato era comprendere le distribuzione randomica di scarpe spaiate dai tacchi vertiginosi e rigorosamente paillettesate, appoggiate con nonchalance tra un semaforo ed un cartellone che reclamizzava, da secoli, la bontà del Metodo Shenker per l'apprendimento rapido dell'inglese.


Ma la vita andava avanti... eravamo noi che restavamo ineluttabilmente indietro.

Marco Lorenzo Faustini (2017)