2007/12/04

Alla deriva...


Iniziamo con una frase di Goethe che probabilmente ho già citato (ma vale il principio che "repetita iuvant" ossia "ripetere giova"): "non c'è regola dell'educazione, pur banale che sia, che non sottintenda un profondo principio morale".

Quando Giovanni della Casa compose il "Galateo" (1558) non intendeva solo spiegarci come stare a tavola o darci consigli su come tenere una conversazione decorosa. Stava, in verità, tracciando l'ideale di uomo di corte, elegante nei modi e nobile nell'animo.

Allo stesso modo quando cediamo il passo a una signora oppure lasciamo il posto a sedere ad un anziano sull'autobus stiamo compiendo molto più che un bel gesto. Stiamo dimostrando, alla signora e all'anziano, una forma di rispetto.

E questo sto vedendo: la lenta deriva del rispetto, dei rapporti tra le persone. Stiamo perdendo molto più che galanterie e gesti da damerino. Arriviamo tardi agli appuntamenti, non manteniamo gli impegni presi. Lasciamo la nostra auto in doppia fila e peggio per voi. Siamo ogni giorno più gretti e non ce ne preoccupiamo nemmeno anzi, al contrario, ne siamo anche un po' fieri.

E' come se stesse prevalendo, giorno dopo giorno, un qualunquistico sentimento di omologazione, di menefreghismo a basso costo dove ciascuno è felicemente rude ed ignorante, nei modi di fare e nei modi di essere.

E poi ci lamentiamo che i giovani si prendono a sassate per una partita di calcio, o qualche bontempone si diverte a bruciare motorini tanto per passare il tempo.

Anche un cieco vedrebbe una relazione causa-effetto.

E non venite a parlarmi di disagio giovanile, quando qui i primi disagiati siamo proprio noi che giovani non siamo più.

Magari se ripartissimo dalle regole di base? Dall' 'ABC' delle piccole cose? Dai princìpi fondamentali? Sbaglio?

1 commento:

Rumenta ha detto...

splendido, davvero.