2007/11/13

Cyrano di periferia


Tempo fa ricevo (non ricordo da chi) l'invito per una rappresentazione pomeridiana del "Cyrano de Bergerac" di Rostand. L'evento è previsto per le ore 17:30 presso il teatro Orione.

Autoanalisi 1: inizio a pensare che, dato che il teatro Orione è posto piuttosto popolare, anche la compagnia teatrale sarà da quattro soldi, le scenografie scadenti, il pubblico rumoroso e distratto.

Autoanalisi 2: emerge un certo snobismo, e perchè no, un certo classismo. Emerge, emerge, caro Marco, inutile nasconderlo.

Autoanalisi 3: emerge anche una parte di te che dice che ogni lasciata è persa, che è meglio un uovo oggi ecc. ecc. (ma di che gallina stiamo parlando?)... Eccomi dunque a voi: classista ma anche un po' pidocchioso... misericordia...

Comunque.

Il teatro è affollato di scolaresche, rumoroso, decadente. Trovo posto tra un gruppo di ragazzotte "der Tuscolano" che si chiamano, manco a dirlo, "Jessica", "Debbora", "Abigaile" e una certa "Sirvia".

Messaggini percorrono l'etere, suonerie selvagge, professoresse attempate che tentano di mantenere la calma.

Luci si abbassano. S'apre il sipario, faticando su rotelle e meccaniche rugginose.

La voce degli attori arriva bassa. C'è un certo "Fede" che si agita e un certo "Rino" lo mette subito a posto. Piccola rissa, sedata da un gruppo di fan di "Fede". Ma la vera rissa è quella scatenata dallo scontroso Cyrano che, poco a poco, ci affabula tutti.
Gli attori sono bravi e manovrano i loro personaggi con destrezza. Il silenzio è calato sulle poltrone mentre la vicenda di Rossana, di Cristiano e di Cyrano si snoda tra missive e schermaglie, tra passioni e rinunce.

L'intervallo scopre un pubblico vivace ma favorevolmente impressionato. E subito lo spettacolo riprende, fino al finale, tragico e dolcissimo, alle parole dell'amore tante volte ripassate, la lettera scritta col cuore, la morte tra le braccia dell'amata...

Si riaccendono le luci e vedo occhi luccicare, commossi. Miracoli del teatro. Perfino Jessica, perfino Fede. Siamo tutti un po' fratelli, almeno per la prossima mezz'ora.

1 commento:

Rumenta ha detto...

mi fa pensare alla teoria, quanto mai fuori moda, secondo cui la vera arte è quella che arriva al punto, che sopravvive al tempo, alle epoche, alle mode e riesce a colpire con la stessa intensita sia il Lobeta che Jessica.

Io c'ho sempre creduto... e mi hanno dato del giurassico.