2011/03/10

I Sette Re di Roma



Una pausa forzata, come ad esempio quella dovuta ad un minore incidente stradale, può indurre il paziente (nel mio caso piuttosto impaziente) a lasciarsi andare a lunghe e solitarie meditazioni.

Ecco dunque che il LobetaBlog si arricchisce di questa nuova sezione “Inventari”.

Sarà forse per effetto degli antidolorifici, per le notti insonni e costellate di piccoli incubi, ma anche di teneri ricordi, che la domanda odierna è:  chi si ricorda i nomi dei Sette Re di Roma?

Beh, il primo è facile, si chiamava Romolo ed è quello che scannò Remo, suo fratello, che aveva deriso, saltellandoci sopra, la linea di fondazione della Città tracciata dalla spada (da cui il motto, un po’ fascista, “è l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”).  Tra l’altro si dice che il ramo utilizzato per segnare il confine fosse di corniolo, pianta ancora piuttosto comune dalle nostre parti. Ma questo non c’entra molto.
Che poi ‘sto Romolo (detto anche Quirino, da cui i Romani detti Quiriti, da cui il colle Quirinale, che sarà oggetto di altro elenco) fu scannato sua volta dai Senatori (ma forse sbaglio) o assunto in cielo, o forse tutte e due le cose.

Poi c’è Numa Pompilio, quello che parlava con la ninfa Egeria. Alla fonte Egeria ci passavo spesso in bicicletta, era pieno di ‘signorine’ che mi invitavano a consumare per pochi spiccioli. Figurati. E siccome eravamo pre-globalizzazione loro erano tutte italiche, bene in carne e bianche di carnagione. Oggi, sempre lungo quella strada, c’è molta più scelta, dato che il Mercato, come il Bene, trionfa sempre.

Poi Anco Marzio, dico bene? Poi Servio Tullio (quello delle mura serviane ma che dicono siano a lui molto posteriori), poi Tarquinio Prisco. Poi mi ricordo Tarquinio il Superbo (che a me le suore me lo dicevano spesso “attenti alla superbia, fanciulli, che è peccato capitale”). E d’accordo: faremo un inventario anche di quelli.

Però siamo solo a sei Re. Me ne manca uno. Nereo Rocco? No, quello era l’allenatore del Milan quando ero piccolo. Tullio Ostilio, ci sono. E senza la Wikipedia.

Ma ora sono stanchissimo e a metterli in ordine, per favore, pensateci voi.

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