2008/03/07

Riletture


Mi sono accorto che, da un po' di tempo, la mia passione per la lettura sta lentamente scivolando verso quella della 'rilettura'. Che è cosa ben diversa.
Sai già come andrà a finire: che Lucien de Rubempré porrà fine drammaticamente ai suoi giorni, che il commissario Matthäi non riuscirà a mantenere la sua promessa, che Morel morirà, solo e sconsolato nell'isola, vittima della sua stessa geniale invenzione...

E allora ti accorgi che la letteratura, e ancor di più la poesia, non sono fatte per l'occhio del lettore, ma per la lente d'ingrandimento del rilettore.

E' come guardare un ballerina di Degas e, al primo impatto, ammirare la perfetta costruzione spaziale, la scelta dei colori, il virtuosismo della pennellata che rende impalpabile il 'tulle' dei costumi.
Ma la 'rilettura' di Degas si può soffermare anche su un solo pezzo del quadro, non necessariamente il suo punto topico. La tela la conosci già, sai già che è un capolavoro.
Sai già che è bella ma ti chiedi, forse per la prima volta, perchè sia così bella, perchè abbia cambiato, dopo la sua creazione, il modo di vedere il mondo.
Eccomi: sono seduto sul parquet della grande sala parigina, scorro le linee parallele delle assi consumate da piroette e scivolate. Sento l'odore della polvere. Ascolto la voce dell'insegnante.
Il pavimento di Degas è ancora Degas; il pavimento di un'opera maestra è esso stesso un'opera maestra. La rilettura si sofferma spesso su aspetti minori e ti spiega che un capolavoro è fatto di dettagli.
Ma per queste considerazioni occorre che sia passato del tempo. Molto tempo, a volte.
E allora ti accorgi, caro amico mio, di come sia importante aver letto molto Balzac, da giovani, aver ascoltato a lungo Rimskij-Korsakov, aver goduto della bellezza inquietante e saffica delle 'Grazie' di Canova.
Questo ci consente di 'tornarci' di nuovo: a Canova, a Korsakov, a Balzac. Ammirare l'immensa, immutabile bellezza dell'arte. E capire, in fondo, quanto siamo cambiati noi.

1 commento:

Rumenta ha detto...

Stesso motivo per cui riguardo i film più e più volte.

Alla prima visione sazi la curiosità, diciamo, storica. Alla seconda sapendo come va a finire sei rilassato, ti soffermi sui particolari della narrazione, sulla recitazione.

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