2008/01/09

Contabilità del Male



Allora: seguitemi senza fare domande e fidatevi di me.

Dobbiamo renderci conto che il Male esiste. La condizione umana, e di tutti gli esseri viventi, è di per fragile e limitata nel tempo.

Siamo minacciati, ad ogni istante, dalle malattie, dai terremoti, dagli incendi, dalle inondazioni.

Ma questo Male è filosoficamente abbastanza accettabile. E' il prezzo che paghiamo, volenti o nolenti, per vivere. Chiamiamolo il Male zero.

Quello che risulta molto meno accettabile è il Male che ci facciamo. Ed in questo l'essere umano è davvero il Principe delle Tenebre. Senza bisogno di evocare Belzebù ce la caviamo bene anche da soli, come Demoni dilettanti.

Ci sono allora le cattiverie, le angherie, le sopraffazioni, le umiliazioni, gli stupri, le torture, gli omicidi, le guerre. Chiamiamolo Male uno.
Voi capite che il Male zero potrebbe essere combattuto e, se non vinto, perlomeno contenuto da meccanismi di solidarietà.

Un'alluvione si porta via la tua casa e non puoi farci nulla. Ma se i tuoi amici e i tuoi fratelli ti aiutano puoi ricostruirla. Con l'aiuto degli altri, dunque, puoi limitare i danni.
E QUESTO, CREDETEMI, QUESTO E' IL PARADISO: sapere che possiamo contare sugli altri, sapere che non siamo soli di fronte alle sventure.

E' il Male uno che colpisce due volte: come Male in e volontà di umiliare, di ferire, di uccidere. E questo male è dentro di noi, è nell'infinita avidità, nella brama di potere, nel desiderare l'erba più verde del vicino, nel versare acido sul suo prato quando nessuno ci vede approfittando dell'oscurità.

Guardiamoci intorno: attorno a noi è il deserto. Bruciata la terra. Bruciate le anime. Non c'è bisogno dell'asteroide impazzito, l'Armageddon, che devasti il pianeta. Ci pensiamo da noi a distruggere tutto.
Soffocheremo, se non cambiamo, nella nostra stessa immondizia. Che fine assurda.

1 commento:

Rumenta ha detto...

e il meschino che ne pensa di tutto questo?