2006/05/30

Antonello da Messina e il martirio


L'altro giorno ho preso la macchina del tempo e sono sceso, senza alzare troppa polvere, intono al 1475. Martirizzavano il buon Sebastiano. E lui era lì, con uno sguardo perso nell'infinito della sua fede, mentre le frecce gli trapassavano il corpo seminudo. Da notare l'indifferenza della città intorno a lui: una donna allattava, gentiluomini parlavano del più e del meno. Tappeti appoggiati alla balaustra in attesa della periodica battitura. E un uomo steso in terra, le froge del naso ben aperte nel suo sonoro russare. Camini ben si stagliavano sull'azzurro del cielo appena annuvolato. Non si vedeva ma potrei giurare che appena più in là c'era anche il mare. Nella città ideale tutto scorre sereno, perfino l'orrore del martirio rientra in un disegno più grande.

4 commenti:

Rumenta ha detto...

Quel dipinto, per me, è stato un trip allucinante.

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