2006/11/14

U-turn?


Mi riferisco a un ragionamento che mi ha accompagnato lungo una camminata sotto la pioggia e che riporto integralmente ai miei affezionati lettori.

Tutti sapete del leggendario pianista canadese Glenn Gould (1932-1982), promosso d’ufficio all’immortalità sia per le molte indimenticabili registrazioni che per le numerose eccentricità.

Nel 1964 il Nostro decise di interrompere, al suo apice, la carriera di concertista e di continuare a registrare in studio. Cerchiamo di enumerare le varie ragioni che possono aver spinto Gould a una simile scelta. Fra queste:

1) indubbiamente la qualità tecnica degli studi di registrazione offriva, già a quel tempo, delle soluzioni sempre più convincenti;
2) Gould soffriva di notevoli problemi relazionali. Se gli davi una pacca sulla spalla lui lamentava dolori per mesi. Il direttore George Szell disse di lui “Non ci sono dubbi: questo pazzo è un genio”.
3) Gould paragonava le sale da concerto ai ring della box, ma qui ricadiamo nell’ipocondria/paranoia di cui al punto 2).
4) però al di là delle specifiche peculiarità personali Gould, interprete sublime di Bach e della musica contrappuntistica, aveva concluso che il tempo delle esecuzioni dal vivo fosse finito. La musica sarebbe stata veicolata sempre più dal vinile, dai nastri, dal cinema, dalla radio, dalla TV.
E qui parte la mia riflessione. Quello che Gould aveva intuito, nel ‘lontano’ 1964 oggi è ancora valido? Ha ancora senso?

Perchè attraverso i CD, i video, la TV ed internet tutto entra in circolo e si globalizza molto velocemente. Ma osserviamo anche che molto di quanto circola è scadente, artefatto, come i cartoni animati giapponesi della peggior specie.

D’accordo l’arte E’ manipolazione della realtà (con buona pace di Platone), ma oggi si interviene con la tecnologia SOLO e SOPRATTUTTO per supplire alle carenze di preparazione degli artisti e per nascondere clamorosi strafalcioni.

Esempio facile facile: ascolti una canzone e non sai che il ritornello è stato registrato il giorno 7, la prima strofa il 9 e sulla terza strofa c’è una voce sovrapposta che proviene addirittura da un altro studio!

E’ così, indubbiamente, che va il mondo. Ma tutta questa manipolazione, questa artificiosità non riporterà, gradualmente, a riconsiderare i concerti dal vivo, con gli artisti VERI (non di plastica come la Barbie), quelli dotati, quelli carismatici a suonare, a cantare, a sudare e... perfino a sbagliare?

Ecco, siamo partiti da Gould e siamo tornati a Gould. Forse oggi, tanto per ridare la giusta dimensione alla sua straordinaria bravura, riconsidererebbe la sua scelta; scenderebbe di nuovo nell’arena, di nuovo a regalarci viaggi verso mondo lontanissimi e perfetti. E questo farebbe contento perfino Platone.

1 commento:

Rumenta ha detto...

molto interessante. Ti rimando a una cosa che ho scritto un po' di tempo fa:
http://overground.outune.net/index.php?option=com_content&task=view&id=319&Itemid=17

e a quanto scritto da un amico:
http://overground.outune.net/index.php?option=com_content&task=view&id=318&Itemid=17

Salutissimi!